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Bibliografia

I riferimenti bibliografici qui segnalati sono ben poca cosa a confronto della vastità di materiale prodotto nel mondo. I titoli infatti si limitano a quegli “strumenti di prima necessità” doverosamente utilizzabili da quanti lavorano per la cura e la bellezza della “casa comune”. Particolare attenzione è data ai documenti (della Chiesa e OFM) e ai sussidi (della Chiesa, dell’Ordine e di altre provenienze) necessari per l’informazione, la formazione e il lavoro sul campo dell’animazione, sia essa educativa o pastorale.

Ordine Frati Minori

Documenti

“Quali seguaci di san Francesco, i frati devono condurre una vita radicalmente evangelica: vivendo in spirito di orazione e devozione ed in comunione fraterna, dando testimonianza di penitenza e di minorità, portando in tutto il mondo l’annuncio del Vangelo, con carità verso tutti gli uomini, predicando, con i fatti, riconciliazione, pace e giustizia (cf. Rnb XVII,3) e manifestando sommo rispetto verso il creato.”
Art. 42

Il compito principale dell’Ufficio generale di Giustizia e Pace e Integrità del Creato, alle dipendenze del Ministro generale è:

§1 Curare che GPIC divenga parte della vita e del servizio dell’Ordine, collaborando con il Segretariato per la Formazione e gli Studi, nonché con il Segretariato per le Missioni e l’Evangelizzazione, in cooperazione con gli Animatori e le commissioni GPIC di qualsiasi grado.

§2 Istruire i frati intorno alle questioni riguardanti GPIC.

Art. 43

§1 L’Ufficio generale di GPIC sia assistito dal Consiglio internazionale di GPIC, costituito secondo le norme degli Statuti peculiari, approvati dal Definitorio generale.

§2 Ogni Conferenza e Provincia elabori Statuti con cui si provveda all’integrazione di GPIC nella vita e nel servizio dell’Ordine, tanto durante la formazione iniziale che permanente, quanto con coloro che in modo specifico sono addetti a GPIC.

Art. 44

§1 In ogni Conferenza venga istituita una Commissione per GPIC, composta da membri di ciascuna Entità della Conferenza. Il ruolo e la funzione della Commissione, nonché le norme dell’elezione del suo Presidente siano stabilite da appositi Statuti, che necessitano dell’approvazione della Conferenza.

§2 Queste Commissioni, in tutto ciò che riguarda GPIC, devono cooperare in modo adeguato con la Famiglia francescana, con “Franciscans International”, con le Commissioni delle Diocesi e degli Istituti religiosi, nonché con le organizzazioni della Società civile che godono di buon nome.

Art. 45

§1 Ogni Provincia e le altre Entità dell’Ordine abbiano un animatore di GPIC.

§2 Dove è possibile sia nominato un Consiglio o Commissione che assista il Ministro provinciale e l’animatore di GPIC nell’organizzare la formazione e il lavoro di GPIC entro i confini della Provincia.

§3 I compiti dell’animatore di GPIC, che opera costantemente alle dipendenze del Ministro provinciale o del Custode, siano precisati negli Statuti peculiari. Egli promuoverà e coordinerà l’integrazione di GPIC nella vita e nei servizi della Provincia o della Custodia; e anzitutto sosterrà le iniziative di GPIC ad ogni livello.

Segreteria generale per la Formazione e gli Studi, Roma

“La formazione alla vita evangelica del Frate minore – allo spirito di orazione e devozione, alla vita di comunione fraterna, alla penitenza e minorità, alla povertà e solidarietà, alla evangelizzazione e missione, all’azione per la riconciliazione, la pace e la giustizia (cf. CCGG 1 §2) – è un cammino «organico, graduale e coerente» (CCGG 133), che si sviluppa a livello personale e comunitario durante tutta la vita” (n. 62)”.

“Tutti i Frati e i candidati siano formati a predicare con le opere la pace e la giustizia, vincendo il male con la pratica del bene (cf. CCGG 68 §1), e mostrino un sentimento di rispetto verso il Creato, in quanto segno del Creatore, inducendo gli altri ad essere costruttori di pace e a salvaguardare la creazione (cf. CCGG 71)” (n. 86).

Desidero inoltre sottolineare le ricorrenze di alcune nostre parole in questo documento: giustizia e pace, pace e giustizia: 12x; creato/creazione: 6x; riconciliazione [e pace]: 7x.

Fratres Minores in Nostra Aetate, Documento del Capitolo generale OFM, Assisi.

“Il Definitorio generale pubblichi un Sussidio sulla cura del Creato che abbia una solida base biblica, ecclesiale, francescana e scientifica, e dia degli orientamenti perché le nostre Entità possano rispondere alle sfide ecologiche del nostro tempo” (n. 10).

“Ogni Entità, attraverso il Moderatore della Formazione Permanente, l’Animatore per l’Evangelizzazione e l’Animatore di GPIC, seguendo gli orientamenti del sussidio generale, prepari un programma affinché questa dimensione entri a far parte del nostro stile di vita e dell’attività pastorale e sociale delle Entità. Questo obiettivo venga verificato negli incontri dei Presidenti delle Conferenze con il Definitorio generale” (n. 11).

Linee guida di animazione del Definitorio generale per gli anni 2016 e 2017 [“Fratelli e Minori verso… La Giustizia, la Pace e l’Integrità del Creato”, pp. 19-23], Curia generale Frati Minori, Roma 2016

“Durante l’anno 2017 dedicheremo la nostra attenzione a due importanti appelli che abbiamo ricevuto: uno dalla Chiesa, con l’Enciclica Laudato si’ di Papa Francesco, e l’altro dalla Famiglia Francescana, con la celebrazione dell’anno centenario della Ite vos, detta anche Bulla unionis” (p. 19).

“Pace, giustizia e salvaguardia del creato sono tre questioni del tutto connesse… noi tutti esseri dell’universo siamo uniti da legami invisibili e formiamo una sorta di famiglia universale, una comunione sublime che ci spinge ad un rispetto sacro, amorevole e umile” (LS nn. 92.89).

Santa Sede

 Dottrina sociale

Lettera enciclica di Leone XIII sulla questione operaia, 15.05.1891

“La sollecitudine sociale non ha avuto certamente inizio con tale documento, perché la Chiesa non si è mai disinteressata della società; nondimeno, l’enciclica Rerum novarum dà l’avvio ad un nuovo cammino. (…) Tuttavia, “la Rerum novarum è diventata il documento ispirativo e di riferimento dell’attività cristiana in campo sociale. Il tema centrale dell’Enciclica è quello dell’instaurazione di un ordine sociale giusto, in vista del quale è doveroso individuare dei criteri di giudizio che aiutino a valutare gli ordinamenti socio-politici esistenti e a prospettare linee d’azione per una loro opportuna trasformazione” (Compendio della dottrina sociale della Chiesa, nn. 87.89).

Lettera enciclica di Paolo VI, 26.03.1967

 “Fu lui [Paolo VI] a precisare in dettaglio in quella Enciclica il significato di “sviluppo integrale” (cfr. n. 21), e fu lui a proporre quella sintetica e fortunata formula: «sviluppo di ogni uomo e di tutto l’uomo»” (n. 14).

Lettera enciclica di Giovanni Paolo II nel 90° anniversario della Rerum novarum, 14.09.1981

“Poiché si sono compiuti, il 15 maggio dell’anno corrente, novant’anni dalla pubblicazione – ad opera del grande Pontefice della «questione sociale», Leone XIII – di quell’Enciclica di importanza decisiva, che inizia con le parole Rerum novarum, desidero dedicare il presente documento proprio al lavoro umano, e ancora di più desidero dedicarlo all’uomo nel vasto contesto di questa realtà che è il lavoro” (n. 1).

Lettera enciclica di Giovanni Paolo II nel 20° anniversario della Populorum progressio, 30.12.1987

“Con ciò intendo raggiungere principalmente due obiettivi di non piccola importanza: da una parte, rendere omaggio a questo storico documento di Paolo VI e al suo insegnamento; dall’altra, nella linea tracciata dai miei venerati predecessori sulla Cattedra di Pietro, riaffermare la continuità della dottrina sociale ed insieme il suo costante rinnovamento” (n. 3).

Lettera enciclica di Giovanni Paolo II nel centenario della Rerum novarum, 1.05.1991

“La presente Enciclica mira a mettere in evidenza la fecondità dei principi espressi da Leone XIII [nella Rerum novarum], i quali appartengono al patrimonio dottrinale della Chiesa e, per tale titolo, impegnano l’autorità del suo Magistero. Ma la sollecitudine pastorale mi ha spinto, altresì, a proporre l’analisi di alcuni avvenimenti della storia recente” (n. 3).

Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, 29.06.2004, III ed.

“L’opera mostra come la dottrina sociale cattolica abbia anche valore di strumento di evangelizzazione (cfr. Centesimus annus, 54), perché pone in relazione la persona umana e la società con la luce del Vangelo. I principi della dottrina sociale della Chiesa, che poggiano sulla legge naturale, si vedono poi confermati ed avvalorati, nella fede della Chiesa, dal Vangelo di Cristo. In questa luce, l’uomo è invitato innanzi tutto a scoprirsi quale essere trascendente, in ogni dimensione della vita, compresa quella legata ai contesti sociali, economici e politici.

La fede porta a pienezza il significato della famiglia che, fondata sul matrimonio tra un uomo ed una donna, costituisce la prima e vitale cellula della società; essa inoltre illumina la dignità del lavoro che, in quanto attività dell’uomo destinata alla sua realizzazione, ha la priorità sul capitale e costituisce titolo di partecipazione ai frutti che ne derivano”. (Card. A. Sodano, Segretario di Stato).

Discorso di Francesco ai Partecipanti al Convegno promosso dal Dicastero SSUI, 4.04.2017

“Che cosa vuol dire, oggi e nel prossimo futuro, sviluppo integrale, cioè sviluppo di ogni uomo e di tutto l’uomo? Sulla scia di Paolo VI, forse proprio nel verbo integrare – a me tanto caro – possiamo individuare un orientamento fondamentale per il nuovo Dicastero. Vediamo insieme alcuni aspetti”.

Pace

Messaggio di Paolo VI, 8.12.1967

“Ci rivolgiamo a tutti gli uomini di buona volontà per esortarli a celebrare La Giornata della Pace, in tutto il mondo, il primo giorno dell’anno civile, 1° gennaio 1968. Sarebbe Nostro desiderio che poi, ogni anno, questa celebrazione si ripetesse come augurio e come promessa – all’inizio del calendario che misura e descrive il cammino della vita umana nel tempo – che sia la Pace con il suo giusto e benefico equilibrio a dominare lo svolgimento della storia avvenire”.

Messaggio di Benedetto XVI per la celebrazione della 45a Giornata mondiale della pace [1° gen. 2012], 8.12.2011

“In questa oscurità il cuore dell’uomo non cessa tuttavia di attendere l’aurora di cui parla il Salmista. Tale attesa è particolarmente viva e visibile nei giovani, ed è per questo che il mio pensiero si rivolge a loro considerando il contributo che possono e debbono offrire alla società. Vorrei dunque presentare il Messaggio per la XLV Giornata Mondiale della Pace in una prospettiva educativa: «Educare i giovani alla giustizia e alla pace», nella convinzione che essi, con il loro entusiasmo e la loro spinta ideale, possono offrire una nuova speranza al mondo” (n. 1).

Messaggio di Francesco per la celebrazione della 50a Giornata mondiale della pace [1° gen. 2017], 8.12.2016

“In questa occasione desidero soffermarmi sulla nonviolenza come stile di una politica di pace e chiedo a Dio di aiutare tutti noi ad attingere alla nonviolenza nelle profondità dei nostri sentimenti e valori personali. Che siano la carità e la nonviolenza a guidare il modo in cui ci trattiamo gli uni gli altri nei rapporti interpersonali, in quelli sociali e in quelli internazionali. Quando sanno resistere alla tentazione della vendetta, le vittime della violenza possono essere i protagonisti più credibili di processi nonviolenti di costruzione della pace. Dal livello locale e quotidiano fino a quello dell’ordine mondiale, possa la nonviolenza diventare lo stile caratteristico delle nostre decisioni, delle nostre relazioni, delle nostre azioni, della politica in tutte le sue forme” (n. 1).

Contiene un richiamo esplicito alla Lettera di pp. Benedetto XV (1917) segnalata più sopra (cfr. anche la Dichiarazione del card. Pio Laghi, dopo l’incontro con G. Bush, a nome di Giovanni Paolo II, 2003) e di cui riprende lo stesso tono angosciato:  “La storia dell’umanità, anche oggi, ci presenta un vasto panorama di conflitti attuali o potenziali. La guerra, tuttavia, non è mai una soluzione. Nella prossimità del centenario della Lettera di Benedetto XV Ai Capi dei popoli belligeranti, mi sento obbligato a chiedere al mondo di porre fine a tutte queste inutili stragi”.

Messaggio di Francesco per la celebrazione della 51a Giornata mondiale della pace [1° gen. 2018], 13.11.2017

“Siamo consapevoli che aprire i nostri cuori alla sofferenza altrui non basta. Ci sarà molto da fare prima che i nostri fratelli e le nostre sorelle possano tornare a vivere in pace in una casa sicura. Accogliere l’altro richiede un impegno concreto, una catena di aiuti e di benevolenza, un’attenzione vigilante e comprensiva, la gestione responsabile di nuove situazioni complesse che, a volte, si aggiungono ad altri e numerosi problemi già esistenti, nonché delle risorse che sono sempre limitate (n. 1).

Fake news e giornalismo di pace. Messaggio di Francesco per la 52a Giornata mondiale delle comunicazioni sociali [13 mag. 2018], 24.01.2018

“Il miglior antidoto contro le falsità non sono le strategie, ma le persone: persone che, libere dalla bramosia, sono pronte all’ascolto e attraverso la fatica di un dialogo sincero lasciano emergere la verità; persone che, attratte dal bene, si responsabilizzano nell’uso del linguaggio. (…) Desidero perciò rivolgere un invito a promuovere un giornalismo di pace, (…) un giornalismo fatto da persone per le persone, e che si comprende come servizio a tutte le persone, specialmente a quelle – sono al mondo la maggioranza – che non hanno voce” (n. 4).

Parole del Santo Padre a conclusione del dialogo [Incontro del Santo Padre Francesco con i Capi delle chiese e delle Comunità cristiane del Medio Oriente], 07.07.2018

“Incoraggiati gli uni dagli altri, abbiamo dialogato fraternamente. È stato un segno che l’incontro e l’unità vanno cercati sempre, senza paura delle diversità. Così pure la pace: va coltivata anche nei terreni aridi delle contrapposizioni, perché oggi, malgrado tutto, non c’è alternativa possibile alla pace”.

Messaggio del Santo Padre FRANCESCO per la celebrazione della LII GIORNATA MONDIALE DELLA PACE

La politica è un veicolo fondamentale per costruire la cittadinanza e le opere dell’uomo, ma quando, da coloro che la esercitano, non è vissuta come servizio alla collettività umana, può diventare strumento di oppressione, di emarginazione e persino di distruzione (n. 2). 

Tutti i Messaggi di Giovanni Paolo II per la Giornata mondiale della pace

Tutti i Messaggi di Benedetto XVI per la Giornata mondiale della pace

Tutti i Messaggi di Francesco per la Giornata mondiale della pace

Poveri

Messaggio di Francesco per la I Giornata mondiale dei poveri [19 nov. 2017], 13.06.2017

“Invito la Chiesa intera e gli uomini e le donne di buona volontà a tenere fisso lo sguardo, in questo giorno, su quanti tendono le loro mani gridando aiuto e chiedendo la nostra solidarietà. Sono nostri fratelli e sorelle, creati e amati dall’unico Padre celeste. Questa Giornata intende stimolare in primo luogo i credenti perché reagiscano alla cultura dello scarto e dello spreco, facendo propria la cultura dell’incontro. Al tempo stesso l’invito è rivolto a tutti, indipendentemente dall’appartenenza religiosa, perché si aprano alla condivisione con i poveri in ogni forma di solidarietà, come segno concreto di fratellanza. Dio ha creato il cielo e la terra per tutti; sono gli uomini, purtroppo, che hanno innalzato confini, mura e recinti, tradendo il dono originario destinato all’umanità senza alcuna esclusione” (n. 6).

Messaggio di Francesco per la II Giornata mondiale dei poveri [18 nov. 2018], 13.06.2018

“I poveri sono i primi abilitati a riconoscere la presenza di Dio e a dare testimonianza della sua vicinanza nella loro vita. Dio rimane fedele alla sua promessa, e anche nel buio della notte non fa mancare il calore del suo amore e della sua consolazione. Tuttavia, per superare l’opprimente condizione di povertà, è necessario che essi percepiscano la presenza dei fratelli e delle sorelle che si preoccupano di loro e che, aprendo la porta del cuore e della vita, li fanno sentire amici e famigliari. Solo in questo modo possiamo scoprire «la forza salvifica delle loro esistenze» e «porle al centro della vita della Chiesa»” (n. 6).

Tutti i Messaggi di Francesco per la Giornata mondiale Poveri

Migranti e Rifugiati

Messaggio di Francesco per la 104a Giornata mondiale del migrante e del rifugiato [14 gen. 2018], 15.08.2017

 

“«Il forestiero dimorante fra voi lo tratterete come colui che è nato fra voi; tu l’amerai come te stesso perché anche voi siete stati forestieri in terra d’Egitto. Io sono il Signore, vostro Dio» (Lv 19,34).

Al riguardo, desidero riaffermare che «la nostra comune risposta si potrebbe articolare attorno a quattro verbi fondati sui principi della dottrina della Chiesa: accogliere, proteggere, promuovere e integrare»”.

Messaggio di Francesco ai partecipanti alla III Conferenza Internazionale di “Catholic Theological Ethics in the World Church” [26-29 lug. 2018], 11.07.2018

 

“Tale sfida [ecologica] – come emerge dall’Enciclica Laudato si’ – non è una tra le tante, ma è l’orizzonte di comprensione dell’etica ecologica e al tempo stesso dell’etica sociale. Per questo il richiamo che voi fate al tema dei migranti e rifugiati è molto serio e provoca una metanoia che riguarda la riflessione etico-teologica, prima ancora di ispirare atteggiamenti pastorali adeguati e prassi politiche responsabili e consapevoli”.

Tutti i Messaggi di Francesco per la Giornata mondiale delle Migrazioni

Creato

2015 Institución de la Jornada Mundial de oración por el cuidado de la Creación [1° septiembre], Carta de Francisco, 6.08.2015

 “Compartiendo con el amado hermano Bartolomé, Patriarca Ecuménico, la preocupación por el futuro de la creación (cf. Carta Enc. Laudato si’, 7-9) y, acogiendo la sugerencia de su representante, el Metropolita Ioannis de Pérgamo, que intervino en la presentación de la Encíclica Laudato si’ sobre el cuidado de la casa común, deseo comunicarles que he decidido instituir también en la Iglesia Católica la «Jornada Mundial de Oración por el Cuidado de la Creación», que, a partir del año en curso, será celebrada el 1 de septiembre, tal como acontece desde hace tiempo en la Iglesia Ortodoxa.”.

Mensaje de Francisco para la celebración de la Jornada Mundial de oración por el cuidado de la creación, 1.09.2016

 “En unión con los hermanos y hermanas ortodoxos, y con la adhesión de otras Iglesias y Comunidades cristianas, la Iglesia católica celebra hoy la anual «Jornada mundial de oración por el cuidado de la creación». La jornada pretende ofrecer «a cada creyente y a las comunidades una valiosa oportunidad de renovar la adhesión personal a la propia vocación de custodios de la creación, elevando a Dios una acción de gracias por la maravillosa obra que él ha confiado a nuestro cuidado, invocando su ayuda para la protección de la creación y su misericordia por los pecados cometidos contra el mundo en el que vivimos»”.

Messaggio congiunto di Papa Francesco e del Patriarca Ecumenico Bartolomeo per la Giornata mondiale di Preghiera per il Creato, 01.09.2017

“Noi rivolgiamo, a quanti occupano una posizione di rilievo in ambito sociale, economico, politico e culturale, un urgente appello a prestare responsabilmente ascolto al grido della terra e ad attendere ai bisogni di chi è marginalizzato, ma soprattutto a rispondere alla supplica di tanti e a sostenere il consenso globale perché venga risanato il creato ferito. Siamo convinti che non ci possa essere soluzione genuina e duratura alla sfida della crisi ecologica e dei cambiamenti climatici senza una risposta concertata e collettiva, senza una responsabilità condivisa e in grado di render conto di quanto operato, senza dare priorità alla solidarietà e al servizio”.

Mare

Economia

Considerazioni per un discernimento etico circa alcuni aspetti dell’attuale sistema economico-finanziario, Congregazione per la Dottrina della Fede – Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, 06.01.2018

 

“Le tematiche economiche e finanziarie, mai come oggi, attirano la nostra attenzione, a motivo del crescente influsso esercitato dai mercati sul benessere materiale di buona parte dell’umanità. Ciò reclama, da una parte, un’adeguata regolazione delle loro dinamiche, e dall’altra, una chiara fondazione etica, che assicuri al benessere raggiunto quella qualità umana delle relazioni che i meccanismi economici, da soli, non sono in grado di produrre” (n. 1).

Enciclica Laudato si’  – Ecologia

Documenti

Laudato si’. Lettera enciclica di Francesco sulla cura della casa comune, 24.05.2015.

“Un’Enciclica per i cattolici, certo, ma in grado parlare veramente a tutti, perché la nostra casa comune riguarda ogni persona umana e nessuno può chiamarsi fuori dalla responsabilità verso di essa; un dono e una provocazione all’umanità intera, a cui mi sembra nessuno potrà moralmente sottrarsi. Come il santo di cui porta il nome, papa Francesco ha saputo dar voce in queste pagine alla famiglia umana” (Arciv. B. Forte).

Conferenza stampa per la presentazione della Lettera Enciclica Laudato si’, 18.06.2015

“Sono intervenuti Sua Eminenza il Cardinale Peter Kodwo Appiah Turkson, Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace; Sua Eminenza il Metropolita di Pergamo John Zizioulas, in rappresentanza del Patriarcato Ecumenico e della Chiesa Ortodossa; il Prof. Hans Joachim (John) Schellnhuber, Fondatore e Direttore del Potsdam Institute for Climate Impact Research; la Prof.ssa Carolyn Woo, CEO e Presidente del Catholic Relief Services e già Decano del Mendoza College of Business, University of Notre Dame (USA); e ha portato la sua testimonianza la maestra Valeria Martano, insegnante delle periferie romane”.

Discorso del Santo Padre Francesco ai partecipanti alla Conferenza internazionale in occasione del terzo anniversario dell’enciclica Laudato si’, 06.07.2018

“Cari fratelli e sorelle, le sfide abbondano. Esprimo la mia sentita gratitudine per il vostro lavoro al servizio della cura del creato e di un futuro migliore per i nostri figli e nipoti. A volte potrebbe sembrare un’impresa troppo ardua, perché «ci sono troppi interessi particolari e molto facilmente l’interesse economico arriva a prevalere sul bene comune e a manipolare l’informazione per non vedere colpiti i suoi progetti» ma «gli esseri umani, capaci di degradarsi fino all’estremo, possono anche superarsi, ritornare a scegliere il bene e rigenerarsi». Per favore, continuate a lavorare per «il radicale cambiamento richiesto dalle presenti circostanze». «L’ingiustizia non è invincibile»”.

Contributi alla lettura dell’Enciclica

Commissione Interfrancescana di GPIC (Romans VI), Roma 2015

“Questa Guida è offerta soprattutto alla Famiglia Francescana e a quelli con cui essa lavora. Papa Francesco asserisce molto chiaramente che San Francesco d’Assisi è il suo ispiratore, non soltanto per l’Enciclica ma per il suo pontificato, e al paragrafo 10 della stessa egli afferma: “Credo che Francesco sia l’esempio per eccellenza della cura per ciò che è debole e di una ecologia integrale, vissuta con gioia”. Con queste parole egli ci sollecita a incarnare questo messaggio nel mondo contemporaneo, vivendo l’esempio del nostro modello San Francesco e prestando attenzione al grido dei poveri, dei più vulnerabili e a quello della terra”.

di A. Spadaro, s.j., La Civiltà Cattolica 3(2015)3-22

“La prospettiva olistica, globale, ampia di un creato inteso come «casa comune», ambiente di vita e non semplice «oggetto» da usare, caratterizza la proposta del Pontefice, al di là di ogni parzialità. Abbiamo davanti un universo visto come luogo in cui si ritrovano «la molteplicità e la varietà» e dove tutto è in relazione, unito da legami invisibili e «connesso» (cfr LS 16; 86; 89; 92; 138). Il mondo è una rete di relazioni”.

Omelia del Patriarca Bartolomeo sull’Enciclica di Papa Francesco sul Clima, 18.06.2015

“Siamo particolarmente grati a Papa Francesco per aver riconosciuto la nostra insistenza sul bisogno di allargare il nostro concetto stretto ed individualistico di peccato; accogliamo la sua enfasi sulla “conversione ecologica” e sulla “riconciliazione con il creato”. Lodiamo inoltre la priorità che l’enciclica papale dà al “riposo celebrativo”.

Archimandrita E. Yfantidis (a cura di), Venezia 21.01.2016

“Dovevano passare alcuni decenni nel mondo Romano Cattolico da quel 1989 per poter percorrere un cammino di sensibilizzazione ecologica, attraverso il magistero dei due Papi Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, fino all’arrivo di Sua Santità Papa Francesco, che con la “Laudato Si”, un’enciclica promulgata in un momento molto delicato per l’umanità, ha mostrato un interessamento particolare per la creazione di Dio” (Introduzione).

“Sicuramente la “Laudato si” costituisce un nuovo capitolo della dottrina sociale della Chiesa Cattolica Romana, basata, però, sull’insegnamento cristiano più forte di tutti, incluso nella parola «μετάνοια» (metanoia)” (Conclusione).

Speciale enciclica 25.01.2016

Una miniera aurifera di autorevoli contributi!

“In questa sezione speciale abbiamo raccolto e organizzato diversi materiali utili per approfondire: gli articoli che Aggiornamenti Sociali ha pubblicato (su carta o su web) sulla Laudato si’ e sulle varie prospettive che essa dischiude, saggi precedenti all’uscita dell’enciclica ma comunque utili a comprendere il contesto in cui si inserisce, contributi dei membri della redazione usciti su altri canali (articoli, libri, interviste, ecc.), risorse offerte dalla rete internazionale dei gesuiti, ecc.”.

Federazione Organismi Cristiani Servizio Internazionale Volontariato (FOCSIV), 2016

 

“Questa Guida è il risultato del lavoro di traduzione e adattamento da parte di FOCSIV, in collaborazione con Retinopera e l’Ufficio Nazionale per i problemi sociali e il lavoro della CEI, della “Eco – Parish Guide” prodotta dal Global Catholic Climate Movement (GCCM). Il testo originale fornisce suggerimenti pratici per applicare la Laudato Si’ di Papa Francesco, con particolare riferimento a iniziative di carattere internazionale, americane, asiatiche, europee. A queste abbiamo aggiunto esperienze di diocesi e parrocchie italiane, avvicinando di più la Guida al contesto nazionale e locale. (…) La Guida ha un carattere internazionale perché il cambiamento climatico è un fenomeno globale, che trascende i confini delle nostre comunità e dei nostri paesi. Ma molto si gioca a livello locale, a partire dai nostri comportamenti, dagli stili di vita che adottiamo, singolarmente, nelle famiglie e nelle comunità, nei nostri quartieri e nelle nostre città”.

Sito specializzato sul tema.

“Siamo una comunità di centinaia di migliaia di cattolici come te, in risposta all’invito del Papa Francesco ad agire nell’Enciclica Laudato Si. La comunità è formata da laici, sacerdoti, vescovi e una rete globale di organizzazioni associate che lavorano insieme per affrontare la crisi del cambiamento climatico”.

Un poco di storia: il cammino [ecumenico] verso “la salvaguardia del creato”

Assemblea Ecumenica Europea, Basilea, giu. 1989

E’ il documento finale della prima Assemblea delle Chiese d’Europa (KEK+CCEE).

“La decisione della KEK [di tenere l’assemblea europea “Pace nella giustizia”] faceva seguito all’appello che l’assemblea generale del Consiglio ecumenico delle chiese aveva rivolto a Vancouver, nel 1983, alle chiese-membro ad intraprendere un “processo conciliare di reciproco impegno (patto) per la giustizia, la pace e la salvaguardia del creato”. La maggior parte delle chiese della KEK intendono l’assemblea di Basilea anche come un contributo a questo “processo conciliare”. Altre chiese che partecipano all’assemblea preferiscono non usare l’espressione “processo conciliare”. Ma tutte le chiese rappresentate a Basilea concordano sul fatto di impegnarsi in un processo ecumenico per la giustizia, la pace e la salvaguardia del creato” (1.3).

Messaggio di Giovanni Paolo II, per la celebrazione della 23a Giornata mondiale della pace 1990, 8.12.1989

“Si avverte ai nostri giorni la crescente consapevolezza che la pace mondiale sia minacciata, oltre che dalla corsa agli armamenti, dai conflitti regionali e dalle ingiustizie tuttora esistenti nei popoli e tra le nazioni, anche dalla mancanza del dovuto rispetto per la natura, dal disordinato sfruttamento delle sue risorse e dal progressivo deterioramento della qualità della vita. Tale situazione genera un senso di precarietà e di insicurezza, che a sua volta favorisce forme di egoismo collettivo, di accaparramento e di prevaricazione. Di fronte al diffuso degrado ambientale l’umanità si rende ormai conto che non si può continuare ad usare i beni della terra come nel passato. L’opinione pubblica ed i responsabili politici ne sono preoccupati, mentre studiosi delle più diverse discipline ne esaminano le cause. Sta così formandosi una coscienza ecologica, che non deve essere mortificata, ma anzi favorita, in modo che si sviluppi e maturi trovando adeguata espressione in programmi ed iniziative concrete” (n. 1).

“San Francesco d’Assisi, che nel 1979 ho proclamato celeste patrono dei cultori dell’ecologia (cfr. Inter Sanctos), offre ai cristiani l’esempio dell’autentico e pieno rispetto per l’integrità del creato. Amico dei poveri, amato dalle creature di Dio, egli invitò tutti – animali, piante, forze naturali, anche fratello sole e sorella luna – ad onorare e lodare il Signore. Dal Poverello di Assisi ci viene la testimonianza che, essendo in pace con Dio, possiamo meglio dedicarci a costruire la pace con tutto il creato, la quale è inseparabile dalla pace tra i popoli” (n. 16).

Conferenza di Rio [COP 11], giu. 1992

E’ stata la prima conferenza mondiale dei Capi di Stato sull’ambiente, un evento senza precedenti anche in termini di impatto mediatico e sulle scelte politiche e di sviluppo che l’hanno seguita.

“Gli esseri umani sono al centro delle preoccupazioni relative allo sviluppo sostenibile. Essi hanno diritto ad una vita sana e produttiva in armonia con la natura” (Principio 1).

“Al fine di pervenire ad uno sviluppo sostenibile, la tutela dell’ambiente costituirà parte integrante del processo di sviluppo e non potrà essere considerata separatamente da questo” (Principio 4).

Conferenza delle Chiese Europee [KEK] e Consiglio delle Conferenze Episcopali Europee [CCEE], Strasburgo 22.04.2001

“Raccomandiamo l’istituzione da parte delle chiese europee di una giornata ecumenica di preghiera per la salvaguardia del creato” (n. 9).

[1° settembre], Lettera di Francesco, 6.08.2015

“Condividendo con l’amato fratello il Patriarca Ecumenico Bartolomeo le preoccupazioni per il futuro del creato (cfr Lett. Enc.  Laudato si’, 7-9), ed accogliendo il suggerimento del suo rappresentante, il Metropolita Ioannis di Pergamo, intervenuto alla presentazione dell’Enciclica Laudato si’ sulla cura della casa comune, desidero comunicarvi che ho deciso di istituire anche nella Chiesa Cattolica la “Giornata Mondiale di Preghiera per la Cura del Creato”, che, a partire dall’anno corrente, sarà celebrata il 1° settembre, così come già da tempo avviene nella Chiesa Ortodossa”.

Cambiamenti climatici

Conferenza di Rio [COP 11], giu. 1992

E’ stata la prima conferenza mondiale dei Capi di Stato sull’ambiente, un evento senza precedenti anche in termini di impatto mediatico e sulle scelte politiche e di sviluppo che l’hanno seguita.

“Gli esseri umani sono al centro delle preoccupazioni relative allo sviluppo sostenibile. Essi hanno diritto ad una vita sana e produttiva in armonia con la natura” (Principio 1).

“Al fine di pervenire ad uno sviluppo sostenibile, la tutela dell’ambiente costituirà parte integrante del processo di sviluppo e non potrà essere considerata separatamente da questo” (Principio 4)

L’ufficio GPIC nella Chiesa

Dalla Pontificia commissione GP (1967) al Dicastero SSUI (2016)
Il background (Concilio Vaticano II)
L’auspicio del Concilio Vaticano II di creare un organismo apposito:

“Il Concilio, poi, dinanzi alle immense sventure che ancora affliggono la maggior parte del genere umano, ritiene assai opportuna la creazione d’un organismo della Chiesa universale, al fine di fomentare dovunque la giustizia e l’amore di Cristo verso i poveri. Tale organismo avrà per scopo di stimolare la comunità cattolica a promuovere lo sviluppo delle regioni bisognose e la giustizia sociale tra le nazioni” (n. 90).

La Pontificia Commissione (Paolo VI)
Istituzione della Pontificia Commissione di studio Justitia et pax, Lettera apostolica in forma di motu proprio di Paolo VI, 6.01.1967

[La Pontificia Commissione di studio Iustitia et Pax.] “avrà come suo fine di suscitare nel popolo di Dio una piena conoscenza della sua missione nel momento presente, per promuovere da un lato il progresso dei paesi poveri e incoraggiare la giustizia sociale tra le nazioni sottosviluppate e lavorare esse medesime per il proprio sviluppo”.

Lettera enciclica di Paolo VI, 26.03.1967

“Nel desiderio di rispondere al voto del concilio e di volgere in forma concreta l’apporto della santa sede a questa grande causa dei popoli in via di sviluppo, abbiamo ritenuto che facesse parte del nostro dovere il creare presso gli organismi centrali della chiesa una commissione pontificia che avesse il compito di “suscitare in tutto il popolo di Dio la piena conoscenza del ruolo che i tempi attuali reclamano da lui, in modo da promuovere il progresso dei popoli più poveri, da favorire la giustizia sociale tra le nazioni, da offrire a quelle che sono meno sviluppate un aiuto tale che le metta in grado di provvedere esse stesse e per se stesse al loro progresso”: Giustizia e pace è il suo nome e il suo programma. Noi pensiamo che su tale programma possano e debbano convenire, assieme ai nostri figli cattolici e ai fratelli cristiani, gli uomini di buona volontà. È dunque a tutti che noi oggi rivolgiamo questo appello solenne a una azione concertata per lo sviluppo integrale dell’uomo e lo sviluppo solidale dell’umanità” (n. 5).

definitiva struttura della Pontificia Commissione Justitia et Pax, Lettera apostolica in forma di motu proprio di Paolo VI, 10.12.1976

“Queste sono le alte finalità e i principi pratici di questa Commissione: compiere degli studi in vista dell’azione, ma ponendoli in una prospettiva pastorale di evangelizzazione; essere al servizio dei membri e delle istituzioni della Chiesa, in modo tale che questi possano tradurre concretamente i consigli e gli stimoli ricevuti dalla Commissione in impegni, che abbiano valore di testimonianza cristiana; agire in maniera tale da ispirare un progresso e un rinnovamento, riponendo nella fedeltà all’autorità suprema della Chiesa il proprio orientamento fondamentale e la garanzia della propria efficacia; compiere, infine, questo lavoro in una prospettiva ecumenica”.

Il Pontificio Consiglio (Giovanni Paolo II)
Istituzione del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, Costituzione apostolica di Giovanni Paolo II, 28.06.1988, nn. 142-144

“La mia preoccupazione è stata quella di andare risolutamente avanti affinché la conformazione e l’attività della Curia corrispondano sempre di più alla ecclesiologia del Concilio Vaticano II, siano sempre più chiaramente idonee al conseguimento dei fini pastorali della conformazione della Curia, e vengano incontro in forma sempre più concreta alle necessità della società ecclesiale e civile” (Introduzione, 13).

Il Dicastero attuale (Francesco)
Lettera apostolica in forma di Motu proprio con cui si istituisce il Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, di Francesco, 17.08.2016

“In tutto il suo essere e il suo agire, la Chiesa è chiamata a promuovere lo sviluppo integrale dell’uomo alla luce del Vangelo. Tale sviluppo si attua mediante la cura per i beni incommensurabili della giustizia, della pace e della salvaguardia del creato. Il Successore dell’apostolo Pietro, nella Sua opera in favore dell’affermazione di tali valori, adatta continuamente gli organismi che collaborano con Lui, affinché possano meglio venire incontro alle esigenze degli uomini e delle donne che essi sono chiamati a servire.

Pertanto, allo scopo di attuare la sollecitudine della Santa Sede nei suddetti ambiti, come pure in quelli che riguardano la salute e le opere di carità, istituisco il Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale. Tale Dicastero sarà particolarmente competente nelle questioni che riguardano le migrazioni, i bisognosi, gli ammalati e gli esclusi, gli emarginati e le vittime dei conflitti armati e delle catastrofi naturali, i carcerati, i disoccupati e le vittime di qualunque forma di schiavitù e di tortura”.

Motu proprio di Francesco, 17.08.2016

Compito, missione, attività (Art. 3)

§1. Il Dicastero approfondisce la dottrina sociale della Chiesa e si adopera affinché essa sia largamente diffusa e tradotta in pratica e i rapporti sociali, economici e politici siano sempre più permeati dallo spirito del Vangelo.

§2. Raccoglie notizie e risultati di indagini circa la giustizia e la pace, il progresso dei popoli, la promozione e la tutela della dignità e dei diritti umani, specialmente, ad esempio, quelli attinenti il lavoro, incluso quello minorile, il fenomeno delle migrazioni e lo sfruttamento dei migranti, il commercio di vite umane, la riduzione in schiavitù, la carcerazione, la tortura e la pena di morte, il disarmo o la questione degli armamenti nonché i conflitti armati e le loro conseguenze sulla popolazione civile e sull’ambiente naturale (diritto umanitario). Valuta questi dati e rende partecipi gli organismi episcopali delle conclusioni che ne trae, perché essi, secondo opportunità, intervengano direttamente.

§3. Il Dicastero si adopera perché nelle Chiese locali sia offerta un’efficace e appropriata assistenza materiale e spirituale – se necessario anche mediante opportune strutture pastorali – agli ammalati, ai profughi, agli esuli, ai migranti, agli apolidi, ai circensi, ai nomadi e agli itineranti.

§4. Il Dicastero favorisce e coordina le iniziative delle istituzioni cattoliche che s’impegnano per il rispetto della dignità di ogni persona e l’affermazione dei valori della giustizia e della pace e nell’aiuto ai popoli che sono nell’indigenza, specialmente quelle che prestano soccorso alle loro più urgenti necessità e calamità.

§5. Nell’adempimento della sua missione, il Dicastero può intrattenere relazioni con associazioni, istituti e organizzazioni non governative, anche al di fuori della Chiesa cattolica, impegnate nella promozione della giustizia e della pace. Esso può altresì entrare in dialogo con rappresentanti dei Governi civili e di altri soggetti di diritto internazionale pubblico, ai fini di studio, approfondimento e sensibilizzazione sulle materie di sua competenza e nel rispetto delle competenze degli altri organismi della Curia Romana.

§6. Il Dicastero s’impegna affinché cresca tra i popoli la sensibilità per la pace, l’impegno per la giustizia e la solidarietà verso le persone più vulnerabili, come i migranti e profughi, specialmente in occasione della Giornata Mondiale della Pace, la Giornata Mondiale delle Migrazioni e la Giornata Mondiale del Malato”.

Annuario pontificio, 2017

“Sono costituite presso il Dicastero la Commissione per la Carità, la Commissione per l’Ecologia e la Commissione per gli Operatori Sanitari, le quali operano secondo le loro norme. Una sezione del Dicastero si occupa specificamente di quanto concerne i migranti, i profughi e vittime della tratta, seguendo con la dovuta attenzione le questioni attinenti alle necessità di quanti sono costretti ad abbandonare la propria patria o ne sono privi. Questa sezione è posta ad tempus sotto la guida del Sommo Pontefice che la esercita nei modi che ritiene opportuni con l’aiuto di due Sotto-Segretari”.

Libri di consultazione e di studio

Struttura dell’opera: introduzioni delle 11 sezioni o discipline scientifiche; seguono, in ordine alfabetico, i 74 lemmi (per es. Amore) e al loro interno, sempre in ordine alfabetico, le voci ad essi pertinenti (per es. Carità è voce all’interno del lemma Amore, e appartiene alla sezione Teologia spirituale) infine, tre indici (dei lemmi, delle voci, delle sezioni). Va ricordato che ogni voce è corredata da una bibliografia essenziale utile per gli approfondimenti del lettore/ricercatore.
“Grazie a questi sforzi [il faticoso superamento delle divergenze, delle chiusure e delle condanne, lo sforzo di trarre le chiese fuori dal loro isolamento, di indurle a conoscersi e a consultarsi reciprocamente], le chiese hanno potuto sperimentare concretamente la fratellanza che permea la cristianità e il senso di appartenenza a una sola famiglia” (Introduzione, p. XV).
Pio XII – Giovanni XXIII [Prefazione del card. Jean-Louis Tauran], (ed. bilingue), Dehoniane, Bologna 2004

“Abbiamo raccolto in quest’opera oltre un secolo del “magistero della pace” dei pontefici: dalla loro stessa voce si può intuire quanto, a partire soprattutto dalla tragedia delle guerre mondiali, sia andato crescendo l’impegno profetico nell’annunciare il “vangelo della pace” (Presentazione, p. XXV).

Paolo VI – Giovanni Paolo II [Prefazione del card. Jean-Louis Tauran], (ed. bilingue), Dehoniane, Bologna 2004

“In queste ricche pagine (…) traspare una Chiesa che cammina insieme all’umanità, che ascolta e dialoga senza sostituirsi alle responsabilità proprie dei dirigenti politici e dei cittadini. Essa si presenta nella sua veste profetica”. (…) Queste pagine sono una testimonianza eloquente della perseveranza con la quale, in mezzo alle contraddizioni della storia umana, la Chiesa non ha mai cessato di annunciare a tutti l’eterno “vangelo della pace” (Prefazione V.VI).

Centro di ricerche per lo studio della dottrina sociale della Chiesa (a cura di), Dizionario di dottrina sociale della Chiesa. Scienze sociali e Magistero, Vita e Pensiero, Milano 2004

Per le sue esplicite finalità, per il metodo coerentemente applicato, per la sua stessa articolazione, questo Dizionario si presenta come un’opera speciale. Essa consiste di dieci voci fondamentali, centotrentuno tematiche e quattordici approfondimenti, dedicati al magistero sociale della Chiesa. Gli autori sono per grandissima parte scienziati sociali, che, nei loro contributi, intendono individuare e illustrare non solo i punti di più feconda intersezione tra il Magistero e le scienze sociali, ma anche le concrete forme con cui i principi fondamentali della dottrina sociale sono collocabili alla base e a guida dei comportamenti e delle azioni di singoli, gruppi, grandi collettività.

Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace (a cura di), Dizionario di dottrina sociale della Chiesa, LAS, Roma 2006

Questo dizionario si propone come un sussidio per studiare tematicamente le principali nozioni che riguardano la dottrina sociale della Chiesa, con un particolare riferimento al recente documento Compendio della dottrina sociale della Chiesa [2004] del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace. Sono state scelte più di centosessanta voci che consentono di spaziare in tutta l’area dell’insegnamento sociale poiché, in certo qual senso, raccolgono i concetti propri di questa materia. Peraltro, l’indice analitico rimanda alle altre nozioni che non hanno trattamento proprio alle voci nelle quali vengono richiamate.

Biblioteca Francescana, Milano 2008

Supplemento al manuale “Strumenti di Pace” che la Commissione Giustizia e Pace dell’Ordine dei Frati Minori ha steso per la formazione e l’informazione dei singoli Frati, o di chi si occupa dei problemi relativi alla pace e all’ambiente, per operare nelle diverse situazioni locali, specie nelle famiglie e nelle parrocchie

St. Anthony Messenger Press, 2008

This book takes both a theological and practical approach to developing a Franciscan spirituality of the earth. Four sections highlight the distinct relationships creation has with the world: incarnation, community, contemplation and conversion. In this meticulously researched book, the authors propose ways in which we can all understand our own roles in relationship to the Earth and ways in which we can make it better. Each section offers reflective action opportunities designed to bring the book’s ecological and theological insights into the reader’s daily life and nurture a Franciscan spirituality of the earth. Prayers, meditations, spiritual practices and group activities are offered which provide a practical hands-on approach to reconnecting with the earth and acting in right relationship.

Messaggero, Padova 2017

Questo libo introduce alla visione francescana dell’ecologia che, per molti aspetti, può essere considerata come ispiratrice dell’enciclica Laudato si’. L’autore, a partire da una visione generale e inclusiva, analizza le attuali sfide etiche globali, mettendole in relazione con l’esperienza di Francesco di Assisi e con la riflessione filosofico e teologica della tradizione francescana. Evidenzia la necessità di superare l’attuale paradigma tecnocratico e la cultura dello scarto, che privilegia il ben-avere a scapito del ben-essere e rompe i legami chi ci uniscono alle creature.